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Le vittime a processo: il caso dei Samos2

Hafez era accusato della morte del figlio avvenuta a seguito di un naufragio, Hassan di essere lo scafista per aver guidato l'imbarcazione dopo la fuga dei trafficanti. Il loro caso, noto come Samos2, si è concluso giovedì scorso con l'assoluzione del primo e una condanna a 1 anno e 5 mesi con sospensione della pena per il secondo. Una vicenda emblematica, come ci racconta Christian Elia, che vede le vittime a processo, mentre il sistema non si discute.

Stereotipi alla base di processi come quello di Samos, sono spesso diffusi sui media che contribuiscono ad alimentare visioni non veritiere del fenomeno, anche nel nostro paese. Questi temi sono al centro del libro "Ospitalità Mediatica. Le migrazioni nel discorso pubblico", la nostra Oiza Q. Obasuyi ne ha parlato con Pierluigi Musarò, co-autore del testo con Paola Parmiggiani.

Con Ilaria Romano continua il nostro viaggio nell'Ucraina sconvolta dalla Guerra. Con lei siamo stati a Gostomel, cittadina a nord di Kyiv, dove Oxana e il marito Evgeny ci raccontano dell'occupazione russa e della ricostruzione.

Chiudiamo con la nostra rassegna web. Da Malta al Niger, passando dalla Grecia e anche dal nostro Paese. Viaggio tra le notizie della settimana che ci ricordano come ogni giorno, alle frontiere d'Europa si continui a respingere.


Scriveteci e diteci che ne pensate, buona lettura!

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Hafez era accusato della morte del figlio durante un naufragio, Hassan di essere lo scafista per aver guidato l'imbarcazione dopo la fuga dei trafficanti. La vicenda giudiziaria dei due uomini, mediaticamente noti come Samos2, si è conclusa giovedì scorso con l'assoluzione del primo e una condanna a 1 anno e 5 mesi con sospensione della pena per il secondo. Come ci ricorda Christian Elia, il loro caso è però emblematico per raccontare la criminalizzazione di cui sono vittime i migranti alle frontiere dell'Europa.
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Dalla narrazione "emergenziale" delle migrazioni fino agli stereotipi e al razzismo che ancora colpiscono le persone straniere in Italia. A questo tipo di narrazione contribuiscono i media che, troppo spesso, riproducono un'informazione non veritiera o parziale dei fatti. Di tutto questo abbiamo parlato con Pierluigi Musarò, co-autore assieme a Paola Parmiggiani del libro "Ospitalità Mediatica. Le migrazioni nel discorso pubblico" e professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l'Università di Bologna.
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Oxana e il marito Evgeny vivono ancora senza acqua e la corrente elettrica è stata ripristinata nel loro quartiere solo pochi giorni fa. Dal 24 febbraio alla fine dell’occupazione sono rimasti a Gostomel, cittadina a nord di Kyiv, senza poter comunicare di essere vivi ad amici e parenti, chiusi in casa e con la paura costante di non sopravvivere.
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Le condizioni disumane nei centri di detenzione di Malta; assolti in Cassazione quattro cittadini eritrei; neonati e vittime di tortura tra i migranti dell'ultimo soccorso in mare. Questo e molto altro nella nostra ultima rassegna web.
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