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Le (poche) decisioni del Consiglio Europeo sul dossier migrazione

Foto via Twitter

Il Consiglio Europeo ha dedicato appena 10 minuti al dossier migrazione votandolo senza dibattito.

1. Il Consiglio Europeo dedica 10 minuti al tema della migrazione
Accordo sulla necessità di “intensificare i partenariati e la cooperazione con i paesi d’origine e transito, come parte integrante dell’azione esterna dell’Unione Europea”, la promessa di un “approccio pragmatico, flessibile e su misura”, l’invito alla Commissione Europea a presentare “piani d’azione per i paesi prioritari di origine e transito nell’autunno 2021, con obiettivi chiari, ulteriori misure di sostegno e tempistiche concrete”. 

Questi le principali conclusioni dell’ultimo Consiglio Europeo in tema migrazione. Dossier migrazione che doveva essere al centro dell’Agenda  - come ci spiegava Paolo Riva in questo approfondimento - e che è finito invece per essere “una sorta di parentesi tra la lunga discussione sul covid, che apre i lavori, e la discussione sulla legge ungherese anti-Lgbtqi” come spiega sull’Huffingtonpost Angela Mauro.

“Come previsto, nel testo non si parla di redistribuzione degli arrivi dal nord Africa negli altri paesi europei. Come previsto, il capitolo Turchia, vale a dire il rinnovo dell’accordo con Erdogan per frenare i flussi dai Balcani diretti prevalentemente in Germania, viene affrontato come argomento a parte, a cena, con l’invito alla Commissione a presentare una proposta concreta subito, nel giro di poche settimane”.


Una politica di rafforzamento dell esternalizzazione delle frontiere europee, sulla scorta di quanto già fatto con l’accordo con la Turchia o il Memorandum Italia-Libia spesso giustificata con la chiusura dei governi del blocco di Visegrad, ma assai più condivisa. 
“Lo stesso Mario Draghi, purtroppo, l’ha convintamente sposata in occasione del suo ultimo incontro con Angela Merkel” - scrive Maurizio Ambrosini che su Avvenire spiega perché l’Europa è ipocrita davanti i profughi.

2. A Brindisi un altro bracciante morto di lavoro
Camara Fantamadi era un ragazzo di 27 anni originario del Mali. In Puglia lavorava come bracciante ed è morto mentre tornava a casa dopo il suo turno di lavoro per 6 euro all’ora, sotto il sole, a quaranta gradi almeno.

Dopo questo episodio il sindaco di Brindisi, città dove lavorava Camara, ha emanato una ordinanza per vietare di “svolgere qualsiasi tipo di lavoro nei campi del comune di Brindisi, dalle 12 alle 16, e ogni qualvolta che la mappa del rischio dell'Inail indicherà il pericolo di alte temperature”.

Analoga ordinanza anche dal presidente della Regione che ha vietato, su tutto il territorio pugliese, fino al 31 agosto di lavorare nei campi nelle ore più calde del giorno, dalle 12.30 alle 16 in caso di ondate di caldo.

La situazione dei braccianti, in Puglia ma non solo, è stata più volte denunciata nella sua drammaticità, stretta tra sfruttamento e caporalato.

3. Una nuova accusa di respingimenti per Frontex 
Ancora una denuncia per l’attività di respingimento messa in campo da Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere. I fatti, denunciati in un video pubblicato su twitter, si riferiscono ad un episodio avvenuto al largo della Grecia.

Degli episodi di respingimento che la vedono coinvolta, e per cui in molti stanno chiedendo di chiudere Frontex, avevamo parlato in questo approfondimento.

Mentre in quest’altro avevamo parlato proprio dei respingimenti illegali nelle acque dell’Egeo per cui l’Agenzia era sotto indagine. 

4. Open Arms, è tornata in mare dopo 69 giorni di fermo
Dopo 69 giorni di fermo la nave spagnola della Ong Open Arms ha potuto finalmente tornare a navigare e fare rotta verso le coste iberiche. Era bloccata nel porto di Pozzallo dal 17 aprile scorso quando, in seguito a un “Port state control” durato ben 16 ore, aveva ricevuto un provvedimento di fermo amministrativo.

A rendere le cose ancora più opache - come racconta Giansandro Merli su Il Manifesto - la tempistica del fermo, arrivato proprio mentre l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini veniva rinviato a giudizio per rifiuto d’atti d’ufficio e sequestro di persona per aver bloccato, nell’agosto 2019, la stessa nave con 147 persone a bordo, e il fatto che Open Arms fosse stata indicata come particolarmente virtuosa dalla stessa Guardia costiera italiana solo alcuni mesi prima.

Per Oscar Camps, fondatore della Ong spagnola, l’Italia “interpreta a suo modo e nel proprio interesse le ispezioni del Port state control che sono pensate per le navi commerciali e non per le imbarcazioni con scopi umanitari”.

5. Al via la terza edizione del Progetto migranti
Prende avvio la terza edizione del Progetto migranti, un’iniziativa, promossa dalla Commissione per la Cooperazione internazionale di Acri, che ha l’obiettivo di contribuire a fornire una risposta concreta alle criticità connesse ai flussi migratori che interessano il territorio italiano. Si realizza grazie a una partnership di 14 Fondazioni di origine bancaria e 9 organizzazioni del Terzo settore e Ong.

In concreto il progetto prevede la realizzazione di nuovi corridoi umanitari da Libia, Niger e Grecia insieme a un progetto pilota per i minori non accompagnati e uno di supporto alle ong che operano nel Sar. 

“Il nostro è un piccolo intervento rispetto a quello che dovrebbero fare gli Stati” ha dichiarato Giorgio Righetti direttore dell’Acri.

 

 

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