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Tutte le accuse nei confronti di Frontex

Respingimenti, violazioni, una gestione non trasparente del budget miliardario. L'Agenzia Frontex a cui è affidato il controllo delle frontiere terrestri e marittime dell'UE, è al centro di inchieste e scandali che gettano ombre sul suo operato, oltre che sulla gestione delle migrazioni a livello europeo. Con Oiza Q. Obasuyi vi parliamo di tutte le accuse nei confronti di Frontex.

Un approfondimento, poi, che riguarda il nostro paese. La situazione dei Cpr, tratteggiata dal Garante nazionale delle persone private della libertà personale nel suo nuovo rapporto, racconta di un sistema inefficace e che viola i diritti umani delle persone lì recluse. Gennaro Santoro ha analizzato per noi il report.

Non può mancare, infine, la nostra rassegna web settimanale. Respingimenti illegali, anche l’Italia viola i diritti dei migranti; ancora naufragi, soccorsi e arrivi autonomi a Lampedusa; migliaia di persone sono entrate “illegalmente” a Ceuta nelle ultime ore. Questo e molto altro nella nostra ultima Web-Review.


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Navi, veicoli, aerei, droni, radar e tecnologie di sorveglianza biometrica sempre più sofisticate. Sono gli strumenti più innovativi con cui l'agenzia Frontex assicura lo svolgimento della sua mission: il controllo delle frontiere marittime e terrestri dell'Unione. Le inchieste che la vedono coinvolta negli ultimi mesi ci raccontano anche di respingimenti collettivi e rapporti non chiari con la guardia costiera libica oltre che di una gestione non trasparente del suo budget miliardario, che ha attirato l'attenzione - un'indagine è tutt'ora in corso - dell’Ufficio Antifrode dell’Unione Europea. Con Oiza Q. Obasuyi vi raccontiamo tutte le accuse nei confronti di Frontex.
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Assenza totale di attività, sostegno sanitario e standard abitativi e igienico-sanitari insufficienti, mancanza di trasparenza nel negato accesso a giornalisti e società civile. La situazione dei CPR, tratteggiata dal Garante nazionale delle persone private della libertà personale nel suo nuovo rapporto, racconta di un sistema inefficace e che viola i diritti umani di persone che perdono la propria identità per essere ridotte a corpo da trattenere e confinare.
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Sistematiche violazioni di diritti - 2.162 i casi riportati - in Grecia, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Nord Macedonia, Ungheria e Italia, con la cooperazione di diverse forze armate per portare a termine respingimenti a catena illegali. È quanto emerge da un report del Danish Refugee Council pubblicato in questi giorni.
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