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Subject Opinioni contrastanti sul diritto all’asilo e il ruolo delle Corti nell'accertamento delle responsabilità
Date July 20, 2026 10:43 AM
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Opinioni contrastanti sul diritto all’asilo e il ruolo delle Corti nell'accertamento delle responsabilità

La Corte Africana dei Diritti dell’Uomo giudicherà la Tunisia per violazioni dei diritti umani delle persone migranti, 10 anni di giurisprudenza sulle prassi amministrative illegittime delle Questure non hanno cambiato nulla a Trieste, 6° Rapporto sui MSNA in Italia, nuovo sondaggio IPSOS sull’opinione sull’asilo e i rifugiati, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri aderisce all’appello ai sanitari.

1. Cosa pensano le persone rispetto all’asilo?

Un sondaggio condotto da IPSOS e UNHCR ([link removed]) in occasione del 75esimo anniversario della Convenzione sui Rifugiati conferma che il 66% delle persone intervistate nei 29 Paesi dell’indagine sostiene il diritto d’asilo per le persone rifugiate, ma allo stesso tempo il 49% vorrebbe la chiusura dei confini. Emerge ([link removed]) che i fattori che influenzano i livelli di sostegno dipendono “dalle realtà locali, dalla copertura mediatica, dal dibattito politico e dall’esperienza nazionale”. Francia e Giappone sono invece i Paesi dove il sostegno è cresciuto maggiormente dal 2019 ad oggi, mentre i Paesi dove il sostegno è attualmente maggiore sono Svezia e Paesi Bassi (78%), Spagna (76%) e Italia (72%). Allo stesso tempo, nel nostro Paese, il 52% ritiene che le persone che chiedono
rifugio siano mosse da questioni economiche piuttosto che da un bisogno reale di protezione e il 44% sostengono che le frontiere dovrebbero essere chiuse. In Germania ([link removed]) , sono invece il 51% delle persone intervistate ad essere favorevoli alla chiusura dei confini, con il 42% che dubita della reale necessità di protezione dei richiedenti e delle loro condizioni economiche (54%). Gli intervistati tedeschi dichiarano che queste opinioni sono largamente motivate dalla preponderanza di giovani uomini tra le persone richiedenti (52%), mentre altri riportano di essere influenzati dalle conversazioni tra amici e famiglia (42%) o dai media tradizionali (26%).

2. La Tunisia dovrà rispondere delle gravi violazioni nei confronti delle persone migranti
Per la prima volta, la Corte Africana per i Diritti dell’Uomo dovrà esprimersi sulle violazioni e i trattamenti inumani subiti da persone migranti in transito in Tunisia. I quattro ricorsi sono stati presentati da ASGI e l’avvocato Ibrahim Belguith, che spiegano ad Avvenire ([link removed]) che “esistono altri ricorsi presentati e vinti di recente contro la Tunisia rispetto alla svolta autoritaria del Paese, ma è la prima volta che accade in materia di diritti delle persone migranti”. Tra le persone ricorrenti ([link removed]) , L., cittadina camerunense e sopravvissuta alla tratta, ha presentato un ricorso alla Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli contro la Tunisia per le gravi violazioni dei diritti umani subite durante il suo percorso migratorio. Denuncia arresto arbitrario, detenzione in condizioni disumane,
trasferimento nel deserto e consegna alle autorità libiche, dove ha subito ulteriori violenze e sfruttamento. Chiede che la Corte accerti la responsabilità della Tunisia, disponga un risarcimento e imponga misure per prevenire il ripetersi di tali violazioni. ASGI dichiara ([link removed]) che oltre all’accertamento delle responsabilità della Tunisia, si spera che le sentenze possano avere un impatto sui rapporti dell’UE con il Paese, auspicando per la cessazione totale del rapporto di cooperazione con la Tunisia in materia di gestione dell’immigrazione siglato nel 2023, nonostante le consolidate evidenze di gravi violazioni dei diritti umani delle persone migranti.

3. Trieste continua ad essere uno dei luoghi più critici dell’accoglienza in Italia
A Trieste, Piazza della Libertà è il fulcro di un sistema di gestione della migrazione fallace e violento, le cui criticità si moltiplicano davanti alla Questura e nei dintorni del Porto Vecchio. Da una parte, le persone sono costrette a rifugi di fortuna mentre si trovano in balia delle tempistiche ombrose della Questura e del sistema di accoglienza. Dall’altra, la risposta delle istituzioni giustificata per motivi di “ordine pubblico”, fatta di militarizzazione e sgomberi. Melting Pot ([link removed]) offre una rassegna della giurisprudenza degli ultimi 10 anni rilevante alle criticità del sistema triestino - le violazioni accertate dalle Corti risultano una prassi: “Cambiano le città, cambiano gli uffici coinvolti, ma il meccanismo resta identico”.

4. 6° Rapporto dell'Osservatorio Nazionale sui MSNA in Italia
A quasi dieci anni dall'approvazione della Legge 47/2017 (Legge Zampa), il CeSPI ha pubblicato il 6° Rapporto ([link removed]) dell'Osservatorio Nazionale sui Minori Stranieri Non Accompagnati in Italia, che analizza lo stato del sistema di accoglienza e tutela dei MSNA in una fase segnata dagli effetti della Legge 176/2023, dal dibattito sul nuovo pacchetto sicurezza e dall'attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. Il Rapporto evidenzia l'importanza di monitorare l'attuazione della Legge Zampa per rafforzare le politiche di protezione e integrazione, sostenere operatori e istituzioni e promuovere lo scambio di buone pratiche a livello territoriale, nazionale ed europeo.
L'edizione 2025 include un'analisi dell'evoluzione normativa europea, nazionale e regionale, un Rapid Assessment dedicato alla città di Torino sull'attuazione della Legge 47/2017 e una ricerca pilota sul fenomeno delle dipendenze tra i Minori Stranieri Non Accompagnati inseriti nel circuito penale nella Regione Lazio.

5. Adesione dell’Ordine all’appello ai sanitari
La Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri aderisce all’appello lanciato dalle organizzazioni ([link removed]) contro la securitizzazione della cura.Al centro ([link removed]) , la scienza, la cura e la deontologia, contro la strumentalizzazione delle professioniste e dei professionisti sanitari a fini di ordine pubblico: “Le attività sanitarie di screening, valutazione e presa in carico delle persone migranti devono avere finalità esclusivamente cliniche: individuare bisogni di salute, condizioni di vulnerabilità, fragilità fisiche e psichiche, necessità assistenziali e percorsi di cura appropriati. È indispensabile che tali attività siano svolte in ambiente sanitario avvalendosi di tutte le competenze necessarie e restino chiaramente distinte dalle
funzioni di controllo amministrativo, di pubblica sicurezza, di trattenimento o di rimpatrio”.

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