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Subject I primi effetti del nuovo Patto Asilo e Immigrazione
Date July 13, 2026 8:20 AM
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I primi effetti del nuovo Patto Asilo e Immigrazione

Giustizia per l’omicidio di Satnam Singh, Natalie Sclippa riporta i numeri dei rimpatri direttamente dai luoghi idonei, la Questura fa spazio ai nuovi PAF mettendo le persone in strada, avviata la campagna “Renditi conto” sui costi del progetto Albania, Papa Leone XIV in visita a Lampedusa


1. Condannatato a 16 anni per l’omicidio di Satnam Singh

Il 19 giugno 2024 moriva in ospedale Satnam Singh, un bracciante di origine indiana di 31 anni, che, a seguito di un grave incidente sul lavoro, era stato abbandonato dal datore di lavoro davanti a casa sua. M ([link removed]) ercoledì 8 luglio ([link removed]) , Antonello Lovato, titolare dell’azienda agricola per cui lavorava Singh in provincia di Latina, è stato condannato a 16 anni di carcere per omicidio volontario con “dolo eventuale”. Dalle 32 testimonianze emerge che Lovato impedì di chiamare tempestivamente i soccorsi, mentre la difesa ha sostenuto che è stata la moglie di Satnam, Soni, anche lei impiegata in nero nell’azienda, a chiedere al datore di portarlo a casa. L’ANSA
([link removed]) riporta le parole della procuratrice aggiunta di Latina: “Quella di Satnam Singh è la morte di un uomo che si poteva salvare, una vita che non si è spezzata all'improvviso, ma lentamente”. Un altro processo parallelo ([link removed]) è in corso a carico di Antonello Lovato e del padre per “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravato”. La tragica storia di Satnam Singh è diventata simbolo della lotta al caporalato. “È necessario che emerga con chiarezza che non siamo di fronte a un caso individuale, bensì a un sistema e a un modello di fare impresa che va contrastato, applicando le leggi che nel nostro paese esistono”, dichiara Landini
([link removed]) , segretario nazionale della CGIL.

2. Rimpatriati dai luoghi idonei di Milano
Natalie Sclippa punta il riflettore ancora una volta sul funzionamento dei cosiddetti “luoghi idonei”, che è riuscita a mappare attraverso una lunga inchiesta pubblicata su Lavialibera ([link removed]) . Questa volta, però, pone l’attenzione sui rimpatri avvenuti direttamente dalle "stanze segrete ([link removed]) " di Milano: “dall’inizio del 2023 al 31 maggio 2026 sono state riportate forzatamente nel loro Paese 784 persone, con una spesa di più di 2 milioni e mezzo di euro.” In generale, il prezzo medio pagato dall'amministrazione pubblica per eseguire un singolo rimpatrio è passato da € 2.365,23 nel 2023 a € 3.637,87 nel 2025. Sono aumentati anche di molto i rimpatri forzati proprio dai luoghi idonei di Milano: 70 persone nel 2023, 216 nel 2024 e 350 nel 2025. Sclippa riporta anche che a marzo 2026 il capo della p
olizia di Stato, Vittorio Pisani, aveva annunciato l’apertura di nuovi luoghi idonei all’interno del CPR di Via Corelli, che tuttavia sembrano ancora inattive in attesa di verifiche, e le persone continuano ad essere trattenute in altre stanze del CPR, che sono state duramente criticate dal Garante nazionale per le scarse condizioni igieniche e la mancanza dei registri obbligatori. Nel frattempo, nei primi 5 mesi del 2026 sono 168 le persone transitate.


3. Dall’accoglienza alla strada per far posto per i nuovi PAF (Centri per le Procedure Accelerate di Frontiera)
Gli spazi Yabasta e Labas di Bologna ([link removed]) denunciano che i Carabinieri sono entrati in un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) a Ozzano Emilia alle 6 del mattino consegnando una comunicazione alle persone accolte che annunciava il loro trasferimento presso un’altra struttura CAS per “far spazio” per i nuovi centri per le procedure accelerate di frontiera (PAF), previsti dal nuovo Patto Asilo e Immigrazione entrato in vigore lo scorso 12 giugno. Questa comunicazione è avvenuta senza mediazione nella lingua madre delle persone interessate, che sono state invitate ad uscire immediatamente dalla struttura con tutti i loro averi, perdendo conseguentemente una giornata lavorativa in quanto non è stato loro permesso di recuperare le loro cose a fine giornata.


4. La campagna “Renditi conto” - per la chiusura dei centri in Albania Il Tavolo Asilo Immigrazione (TAI), che coinvolge circa 40 organizzazioni, ha lanciato la campagna “Renditi conto ([link removed]) ”, per rendere visibili i veri costi del progetto Albania. La campagna mira a sensibilizzare le cittadine e i cittadini verso le conseguenze delle azioni finanziate con i soldi pubblici - in questo caso, un progetto che produce “detenzione, isolamento, diritti violati, sofferenza e opacità”. I 670 milioni che il governo ha preventivato per i primi 5 anni di operatività dei centri in Albania sono soldi pubblici sottratti alla sanità, al welfare, all'istruzione e all’accoglienza territoriale. Oltre al costo umano ed economico, c’è un “costo democratico ([link removed]) ” importante moltiplicato dall'opacità delle condizioni di trattenimento e la manca
nza di trasparenza delle istituzioni, anche davanti a poteri ispettivi legittimi, che cela garanzie insufficienti e gravi violazioni dei diritti umani delle persone che transitano nelle strutture albanesi. Le organizzazioni chiedono “chiusura dei centri in Albania, la fine dei trasferimenti verso Gjadër e piena trasparenza sui costi, sulle procedure e sulle condizioni di trattenimento”, schierandosi contro le politiche di esternalizzazione legittimate dal nuovo Patto.


5. Papa Leone XIV in visita a Lampedusa
Il 4 luglio Papa Leone XIV ha declinato l'invito ufficiale della Casa Bianca per le celebrazioni dei 250 anni dell'Indipendenza USA e ha scelto invece di visitare Lampedusa, fermandosi al piccolo cimitero dell'isola dove riposano decine di migranti senza nome. Un gesto forte e chiaro, in aperto contrasto con le politiche di respingimento europee e con la stretta sull'immigrazione dell'amministrazione Trump. Viene intervistato Tareke Brhane, attivista e fondatore dell’organizzazione “Comitato 3 ottobre”: “scegliendo di fermarsi prima di tutto al cimitero locale, il Papa accende un faro su una realtà che le politiche di respingimento europee tentano costantemente di nascondere sotto il tappeto: la negazione della dignità persino nella morte. Negli ultimi cinquant’anni, nessun leader politico di rilievo ha mai reso omaggio in modo così netto a chi ha perso la vita nel Mediterraneo”. In questo articolo su Open Migration ([link removed]) ,
Lidia Ginestra Giuffrida riporta varie testimonianze su Lampedusa, tra passato e presente, alla luce dell’entrata in vigore del nuovo Patto.

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