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Rimpatri, frontiere e diritti: restrizioni dei diritti in Italia e in Europa
In Italia diventa legge il decreto sui rimpatri volontari assistiti, mentre il Parlamento europeo approva il nuovo Regolamento Rimpatri, che punta ad accelerare le procedure di allontanamento e ad ampliare gli strumenti a disposizione degli Stati membri. A Belfast migliaia di persone scendono in piazza contro la violenza razzista, in Svizzera gli elettori respingono una proposta per limitare la crescita della popolazione e restringere ulteriormente l'immigrazione, mentre una sentenza condanna il MAECI per il mancato rilascio di visti a cittadini iraniani.
1. Il Decreto sui rimpatri è diventato legge
La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il decreto-legge sui rimpatri volontari assistiti, già votato dal Senato. Come riportato ([link removed]) dall’agenzia Dire, con 147 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astenuti, il provvedimento è stato convertito in legge e introduce modifiche alla disciplina dei programmi di ritorno volontario dei cittadini stranieri nei Paesi di origine. Tra le principali novità ([link removed]) , il testo prevede un compenso per i rappresentanti autorizzati che assistono i cittadini stranieri nella presentazione della domanda di partecipazione ai programmi di rimpatrio. A differenza della formulazione iniziale, che faceva riferimento agli avvocati tramite il Consiglio nazionale forense, la versione definitiva amplia la platea dei soggetti coinvolti:
potranno operare rappresentanti di organizzazioni individuati dal Ministero dell'Interno e muniti di apposito mandato. Il compenso di circa 615 euro sarà riconosciuto al termine del procedimento amministrativo di assistenza. Come si legge su Euronews ([link removed]) è stata eliminata anche la previsione dell'effettiva partenza della persona straniera quale condizione per l'erogazione del compenso. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloniha commentato su X ([link removed]) : “Con il via libera definitivo della Camera al decreto Rimpatri e alle norme sui rimpatri volontari assistiti facciamo un altro passo avanti per rafforzare gli strumenti a disposizione dello Stato nella gestione dei flussi migratori. Più serietà, più ordine, più efficacia. L’obiettivo è chiaro: governare il fenomeno migratorio con regole certe e strumenti concreti. Avanti così”.
Il provvedimento ha però già suscitato critiche ([link removed]) da parte delle opposizioni e delle organizzazioni attive nel settore della tutela dei diritti delle persone migranti, che contestano l'introduzione di incentivi economici legati alle procedure di rimpatrio e denunciano un utilizzo sempre più orientato al contenimento dei flussi piuttosto che alla tutela delle persone coinvolte.
2. Belfast, migliaia in piazza contro la violenza razzista
Migliaia di persone sono scese in piazza a Belfast per partecipare a una manifestazione antirazzista organizzata dopo diversi giorni di violenze e disordini contro persone migranti e richiedenti asilo. Come si legge su InfoMigrants ([link removed]) le tensioni erano esplose in seguito all'aggressione di un uomo, per il quale è stato incriminato un cittadino sudanese richiedente asilo: l'episodio è stato rapidamente strumentalizzato da gruppi di estrema destra, dando luogo ad attacchi contro abitazioni, attività commerciali e persone razzializzate. Più di venti persone sono state costrette a lasciare le proprie case e diversi agenti di polizia sono rimasti feriti negli scontri. La manifestazione, organizzata da associazioni antirazziste e sostenuta da esponenti politici e della società civile, ha voluto lanciare un messaggio di solidarietà alle comunità migranti e ribadire che le violenze non rappresentano
la maggioranza della popolazione nordirlandese. Secondo gli organizzatori, come riportato da Aljazeera ([link removed]) , si è trattato della più grande mobilitazione antirazzista mai vista a Belfast. Le proteste arrivano in un contesto di crescente polarizzazione sul tema dell'immigrazione nel Regno Unito e in Irlanda, dove negli ultimi anni si sono moltiplicate manifestazioni e campagne ostili ai migranti, spesso alimentate dalla disinformazione online e da gruppi dell'estrema destra.
3. Il MAECI condannato per condotta discriminatoria nei confronti degli studenti e delle studentesse iraniane
Con sentenza del 12 giugno, il Tribunale di Torino conferma l’esito ([link removed]) del procedimento avviato nell’autunno 2025 da parte di uno studente iraniano. La comunità iraniana è la più numerosa tra le studentesse e gli studenti stranieri iscritti alle università italiane. Tuttavia, per l’anno scolastico 2025/2026, il MAECI ha istituito un procedimento ad hoc per loro per la prenotazione dell’appuntamento per il rilascio del visto. A fronte di 7.915 preiscritti, solo 4.500 persone sono riuscite a prenotare l’appuntamento nella finestra di 8 giorni concessa dal Ministero. Proprio per questo motivo, il Tribunale di Torino ha confermato una violazione del diritto alla parità di trattamento nell’accesso all'istruzione (Art. 39 TUI) e condotta discriminatoria (Art. 43 TUI) questa condotta come discriminatoria. ASGI, a seguito anche del riconoscimento formale della
legittimità dell’organizzazione a partecipare al ricorso, afferma ([link removed]) : “È inaccettabile che giovani già selezionati dalle università italiane rischino di perdere l’anno accademico per ragioni di pura disorganizzazione amministrativa.”
4. La Svizzera dice NO alla proposta di mettere un limite alla popolazione
Domenica 14 giugno le cittadine e i cittadini svizzeri sono stati chiamati alle urne per esprimersi su un’iniziativa popolare piuttosto controversa e divisiva. Il quesito, supportato dal partito di destra populista Unione Democratica di Centro, proponeva di introdurre un limite alla popolazione di 10 milioni di persone entro il 2050. La proposta popolare era certamente fondata su prospettive anti-immigrazione - effettivamente, la popolazione svizzera è cresciuta ([link removed]) molto grazie alle persone immigrate, fino a raggiungere i 9,1 milioni. Tuttavia, queste persone ricoprono ruoli chiave nel mercato del lavoro svizzero. L’esito è stato negativo, con il 54,8% della popolazione sfavorevole. In caso contrario, l’accordo Schengen ([link removed]) con l’UE sarebbe stato al centro delle controverse conseguenze dell’ipotesi di vittoria del sì, sia a livello di libera
circolazione delle persone che delle merci.
5. Il nuovo Regolamento Rimpatri
Sempre sul tema delle politiche di rimpatrio, il dibattito europeo continua a concentrarsi sulle misure previste dal nuovo Regolamento Rimpatri, che punta ad aumentare l'efficacia dei ritorni attraverso procedure accelerate, tempi di trattenimento più lunghi e la possibilità di creare centri per i rimpatri (hub) in Paesi terzi. Un'impostazione che sta suscitando forti discussioni per le possibili ricadute sui diritti delle persone migranti e sulle garanzie procedurali. Di Rimpatri più rapidi, detenzione più lunga e “hub” nei Paesi terzi ([link removed]) ce ne parla Lorenzo Di Stasi, nel nuovo articolo di approfondimento su Open Migration.
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