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Sfruttamento, naufragi e nuovi confini: i diritti delle persone migranti sotto pressione
Dallo sfruttamento estremo dei braccianti agricoli ai naufragi che continuano a segnare il Mediterraneo, passando per il processo sulla strage di Cutro e l'entrata in vigore del Nuovo Patto Asilo e Migrazione: le principali notizie della settimana tra diritti, politiche migratorie e discriminazioni. In evidenza anche una importante sentenza della Corte Costituzionale che rafforza il diritto alla salute delle persone migranti con disabilità.
1. Borgo Mezzanone: persone migranti drogate per sopportare più sfruttamento
Nella sua ultima visita alla baraccopoli di Borgo Mezzanone (FG), l’attivista Soumalia Diawara ([link removed]) ha scoperto il Royal-225, un farmaco indiano anestetizzante che non fa percepire la fatica. Si tratta di un farmaco vietato dalle agenzie farmaceutiche italiane ed europee, che crea dipendenza e unito ad alcol porta a una “disumanizzazione sistematica, un processo deliberato di annientamento dell’essere umano, della sua volontà e della sua capacità di resistere”. L’inchiesta ha rivelato che lo spaccio è in mano ai caporali stessi e la sostanza viene assunta dai braccianti proprio per sopportare meglio la fatica e poter lavorare di più - o meglio, essere sfruttati meglio. La notizia è stata ripresa anche da Sea-Watch ([link removed]) : “È il risultato di politiche razz*ste e xenof*be che non vedono persone: vedono corpi da sfr*ttare o da espellere, a seconda
della convenienza.”
2. Ennesimo naufragio nel mediterraneo, 11 morti a causa dell’inazione dei governi
Domenica 7 giugno sono morte almeno 11 persone nel Mediterraneo, nell’ennesimo naufragio ([link removed]) finito in modo drammatico a causa dell’inazione del governo maltese e italiano. Sea-Watch ([link removed]) lancia un appello per aprire un’investigazione per omicidio colposo per negligenza: “Le autorità italiane e maltesi hanno deciso troppo tardi che valeva la pena intervenire in soccorso dell’imbarcazione in pericolo, con a bordo circa 60 persone”. Grazie al lavoro di monitoraggio aereo della Ong SAR, sappiamo anche che è stato il peschereccio Tuncay Sagun-2 a trarre in salvo le persone sopravvissute. Come si legge su Avvenire ([link removed]) , anche Mediterranea Saving Humans punta il dito contro il ritardo dei soccorsi:
“Anche questa strage si poteva evitare. I corpi delle vittime e 53 sopravvissute, soccorse dalla guardia costiera italiana, sono state sbarcate sull’isola. Erano tutte in fuga dalla Libia”. E ancora: “Secondo l’agenzia Onu delle migrazioni, nei primi cinque mesi del 2026 almeno 824 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo centrale”, segnando un aumento di oltre il 70% nel numero delle vittime registrate nello stesso periodo del 2025. Continua Mediterranea Saving Humans: “Considerando i “naufragi fantasma”, sono in realtà più di 1.500. Questi numeri raccontano il fallimento delle politiche europee: assenza di un efficiente sistema Sar, delega dei respingimenti alle milizie libiche, continua ostilità nei confronti della flotta civile di soccorso e le omissioni che sono prassi proprio delle autorità maltesi.” Questo episodio conferma per l’ennesima volta la necessità di canali regolari di migrazione, soprattutto dalle torture e dai trattamenti inumani subiti in Libia. Invece, d
al 12 giugno entrerà in vigore il Nuovo Patto Asilo e Immigrazione, che andrà a complicare ulteriormente le procedure di asilo e protezione internazionale nei 27 Paesi europei.
3. Va avanti il processo per la strage di Cutro: per la prima volta, viene ascoltata una sopravvissuta
Si è tenuta l’undicesima audizione del processo per il naufragio di Steccato di Cutro, che nel febbraio 2023 è costato la vita a 94 persone, tra cui 34 minori, e un numero imprecisato di persone disperse. L’udienza si è incentrata sulla deposizione di alcuni superstiti e familiari delle vittime, fra cui Mamozai Nigeena, ventiseienne afgana, come riportato ([link removed]) dal Manifesto: “Perché quando siamo entrati nelle acque italiane nessuno è venuto a soccorrerci?” Mamozai ha ripercorso durante la sua deposizione l’avvicinamento alla costa italiana da parte dell'imbarcazione: “alla vista di alcune luci che si avvicinavano, i trafficanti si sono spaventati pensando che fosse la polizia e hanno virato bruscamente. In quel momento l’imbarcazione si infranta. Si sono rotti finestrini, legni e la barca. I bambini urlavano. Mio marito ha telefonato al numero di emergenza. Ma solo dopo diverse ore sono arrivati i soc
corsi, circa 3 o 4 ore dopo. Non so per quale motivo non sono venuti a soccorrerci. Se la barca era entrata in acque italiane, perché non sono venuti a salvarci?”.
Presente in udienza presso il Tribunale di Crotone anche la coalizione di Ong SAR ([link removed]) costituitesi parti civili nel processo penale: “Capire esattamente quale sia stata la serie di decisioni e sottovalutazioni che hanno portato al naufragio è importante sia per individuare tutte le responsabilità, risalendo la catena di comando delle decisioni, sia per evitare si ripetano stragi simili in futuro”; “Soccorrere chi è in difficoltà in mare è un dovere prioritario - ricordano infine le ONG parti civili nel processo - e per il buon esito degli interventi di salvataggio la tempestività è un fattore fondamentale”.
4. Una sentenza della corte costituzionale interviene per garantire l’iscrizione gratuita al SSN per le persone migranti invalide
Con la sentenza n. 97 depositata il 5 giugno scorso, la Corte Costituzionale ([link removed]) ha stabilito che i cittadini stranieri il cui permesso di soggiorno è legato al riconoscimento di una prestazione di invalidità hanno diritto all'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale a titolo gratuito, senza quindi l'obbligo di corrispondere il contributo minimo di 2.000 euro precedentemente previsto. Si legge nella sentenza sulle questioni sollevate dal Tribunale ordinario di Milano sull’articolo 34 comma 1 del TUI: “Questa Corte ritiene (…) possibile e doveroso trarre dalla disposizione censurata, in virtù di un’interpretazione costituzionalmente orientata, una norma che, nel fare riferimento ai permessi per motivi di lavoro e per motivi familiari, consente l’iscrizione obbligatoria e gratuita anche a coloro che erano in precedenza titolari di questi stessi permessi e ne hanno poi ottenuto la conversione in quello per residenza elettiva in forza
del successivo riconoscimento della pensione d’inabilità civile”. Come riportato da Il Sole 24 ore ([link removed]) , la prassi precedente portava a sottrarre l’accesso gratuito delle persone migranti al SSN, proprio quando più bisognose di cure, ovvero al riconoscimento della disabilità e il conseguente rilascio del permesso di soggiorno relativo. Le organizzazioni che hanno sostenuto il contenzioso in vari Tribunali italiani evidenziano “come questo caso rappresenti l'ennesima dimostrazione di una inaccettabile disattenzione nei confronti dei cittadini stranieri regolarmente residenti nel paese. Una disattenzione che oggi si ritorce anche sulla pubblica amministrazione, la quale sarà ora chiamata a rimborsare le somme indebitamente riscosse, poiché – come riconosciuto dalla Corte Costituzionale - i soggetti coinvolti non erano tenuti al loro versamento”, si legge nel comunicato
congiunto ([link removed]) .
5. Il 12 giugno è ufficialmente entrato in vigore il Nuovo Patto Asilo e Immigrazione
A seguito dell'entrata in vigore del Patto europeo su migrazione e asilo, ECRE (European Council on Refugees and Exiles) ([link removed]) ha lanciato un appello sulle modalità di attuazione delle nuove norme negli Stati membri. Secondo l’organizzazione, l’implementazione del Patto sta procedendo in modo disomogeneo e con un forte sbilanciamento verso misure restrittive, a discapito delle garanzie per i richiedenti asilo.
Tra le principali criticità segnalate vi sono la procedura di screening alle frontiere, spesso affidata a polizia e guardie di frontiera non adeguatamente preparate a individuare situazioni di vulnerabilità, e la carenza di personale formato per applicare le nuove procedure e le relative tutele. Preoccupano inoltre le incertezze sul nuovo sistema di consulenza legale, le persistenti carenze nei sistemi di accoglienza e le limitazioni al diritto di ricorso effettivo, che potrebbero aumentare il rischio di rimpatri ingiustificati.
ECRE denuncia anche i ritardi nell’istituzione dei meccanismi indipendenti di monitoraggio previsti dal Patto e l’esclusione delle organizzazioni della società civile dai processi di controllo. Sebbene sia ancora presto per una valutazione definitiva, l’organizzazione avverte che l’attuazione delle nuove regole rischia di tradursi in una riduzione delle garanzie per le persone in cerca di protezione internazionale.
6. White Lives Matter? Il caso britannico e il mito del razzismo anti-bianco
Le proteste scoppiate nel Regno Unito dopo l'uccisione di un giovane bianco hanno portato a lanciare lo slogan "White Lives Matter" e la tesi di un presunto razzismo anti-bianco. Ma cosa accade quando si confrontano queste narrazioni con i dati sulla profilazione razziale, sulla violenza delle forze dell'ordine e sulle discriminazioni documentate? Un viaggio tra Europa e Stati Uniti per capire perché White Lives Matter e Black Lives Matter non sono affatto equivalenti. Ne ha scritto Andrea Oleandri su Open Migration ([link removed]) .
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