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Quattro braccianti morti nel rogo di Amendolara: il caporalato continua a uccidere

Quattro braccianti morti nel rogo di Amendolara, il progetto di un nuovo CPR a Castel Volturno riaccende le polemiche, Israele intensifica gli attacchi in Libano provocando nuovi sfollamenti, l'UE accelera sul nuovo Regolamento Rimpatri tra le critiche delle organizzazioni per i diritti umani, Papa Leone XIV riporta l'attenzione sulle frontiere delle migrazioni dalle Canarie a Lampedusa.
1. Quattro braccianti morti nel rogo di Amendolara: due fermi per omicidio
La Procura di Castrovillari ha disposto il fermo di due persone nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di quattro lavoratori agricoli stranieri, Amin Fazal Khogjani, Safi Iayjad, Ullah Ismat Qiemi, Waseem Khan, trovati carbonizzati il 1° giugno all'interno di un minivan lungo la Statale 106, nel territorio di Amendolara, in Calabria. La vicenda riporta l'attenzione sulle condizioni di vita e di lavoro di molti braccianti impiegati nell'agricoltura italiana, a poche settimane dalla morte di Paul Neeraj, il 36enne di origine indiana che era stato abbandonato davanti all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Ruggi di Salerno, in condizioni gravissime e poi deceduto per una cancrena agli arti inferiori causata dal contatto diretto (senza dispositivi di protezione) con dei pesticidi usati per le coltivazioni. Di caporalato e del “costo umano” dell’agroalimentare in Italia ne parla Valerio Nicolosi su Scanner che ricostruisce il legame tra produzione agricola, sfruttamento lavorativo e marginalità sociale, mostrando come il caporalato continui a rappresentare un fenomeno strutturale nonostante gli interventi normativi degli ultimi anni.
2. Castel Volturno, il progetto di un nuovo CPR riaccende le polemiche
A pochi chilometri dal luogo in cui è sepolto Jerry Essan Masslo, rifugiato sudafricano ucciso nel 1989 e divenuto simbolo delle lotte contro il razzismo e lo sfruttamento dei lavoratori migranti, torna al centro del dibattito il progetto di realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) a Castel Volturno, con struttura panottica, come approfondito da Altreconomia. L'ipotesi dell’apertura ha suscitato l'opposizione di associazioni, realtà territoriali e rappresentanti politici locali, come riportato da Melting Pot. Tra questi il deputato Antonio Della Valle (M5S), ha definito i CPR "lager senza diritti", contestando l'efficacia e la legittimità di strutture destinate alla detenzione amministrativa di persone prive di un titolo di soggiorno, come si legge su Ansa. La discussione si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato dall'espansione del sistema dei CPR e da crescenti critiche sulle condizioni di trattenimento, l'accesso ai diritti e la trasparenza della gestione.
3. Nuova escalation di Israele in Libano: migliaia di civili costretti a lasciare Beirut
Nonostante le rassicurazioni di Trump e le negoziazioni in corso, martedì 2 giugno Israele ha lanciato vari attacchi nel sud del Libano. E così, a seguito degli avvertimenti da parte del governo israeliano sulle loro intenzioni di continuare ad attaccare Hezbollah colpendo il sud del Paese, si sono creati grandi ingorghi stradali in tutte le direzioni. Sono almeno un milione gli sfollati interni, e, a partire dal 2 marzo, si contano 3.433 morti e 10.395 persone ferite.
4. Un nuovo Regolamento Rimpatri potrebbe presto sostituire la Direttiva del 2008
È stato raggiunto un nuovo accordo sul Regolamento Rimpatri, che integrerà i pacchetti di normative previste dal nuovo Patto Asilo e Immigrazione che entrerà in vigore il 12 giugno. Il Regolamento deve ancora essere votato in plenaria in Parlamento e formalmente adottato dal Consiglio, e se così fosse, sostituirà la Direttiva Rimpatri del 2008. Vari Paesi sono già in trattative con Uganda, Ruanda e Uzbekistan per imitare il modello italiano di detenzione amministrativa in Paesi extra-UE. La detenzione per il rimpatrio potrà riguardare anche famiglie e minori, fino a un massimo di 2 anni e mezzo. L’adesione al nuovo “ordine europeo dei rimpatri” prevede che l’ordine di espulsione sia valido nei 27 Paesi, tuttavia, l’adesione sarà volontaria, con la Francia che si dichiara già non interessata. Si prevede inoltre l’innalzamento da 5 a 10 anni (fino a 20) del periodo di divieto di rientrare in un Paese UE a seguito di espulsione per essere entrato in modo irregolare. Le organizzazioni da mesi denunciano che tale Regolamento rischia di comportare gravi violazioni dei diritti umani, a partire dal principio di non respingimento e il divieto di detenzione arbitraria.
5. Dalle Canarie a Lampedusa: il Papa sulle frontiere delle migrazioni
Dalle Isole Canarie a Lampedusa, passando per due delle principali porte d'ingresso verso l'Europa, Papa Leone XIV sceglie di riportare l'attenzione sulle rotte migratorie che negli ultimi anni hanno visto morire migliaia di persone nel tentativo di raggiungere l’Europa, si legge su Avvenire. Il viaggio in Spagna, in programma dal 6 al 12 giugno, culminerà con una tappa nelle Canarie dedicata all'incontro con persone migranti, operatori umanitari e realtà impegnate nell'accoglienza, come riporta Internazionale. La scelta richiama il gesto compiuto da Papa Francesco nel luglio 2013, quando Lampedusa fu la meta del suo primo viaggio fuori Roma. Allora il pontefice denunciò la "globalizzazione dell'indifferenza" di fronte alle morti nel Mediterraneo. Il percorso si completerà il 4 luglio con la visita a Lampedusa, altro luogo simbolo delle migrazioni nel Mediterraneo centrale.
Il team di Open Migration
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