
| LeoniFiles: le interviste |
La crescita economica e la conservazione ambientale sono conciliabili? Nella nuova intervista LeoniFiles, Carlo Stagnaro analizza luci e ombre della transizione energetica europea con Alfredo Macchiati (Oxera) e Simone Mori (Luiss), per scoprire cosa non ha funzionato - e cosa invece si può migliorare - nelle politiche climatiche UE.
I critici rilevano il fatto che la centralità della decarbonizzazione nel New Green Deal ha portato a ignorare le stesse fragilità strutturali dell'industria europea. Dai costi dell'energia fra i più alti del mondo, alla dipendenza del continente - e soprattutto dell'Italia - da fonti fossili esterne, passando poi per proclami che nascono dalla semplificazione tipica della comunicazione politica, si è di fatto generato un quadro che rischia di penalizzare sul lungo termine non solo la competitività delle imprese europee, ma anche la nostra capacità di affrontare le esternalità delle attività umane attraverso l'innovazione tecnologica.
Anche i sostenitori delle politiche europee, però, dovrebbero riconoscere che obiettivi unilaterali e strumenti mal calibrati possono continuare ad accentuare i problemi anziché risolverli, come rilevato negli errori sulla chiusura del nucleare in Germania, nelle evidenti limitazioni degli ETS, ma anche sul piano del ritardo rispetto alla Cina nello sviluppare le tecnologie per l'affrancamento strategico dalle fonti fossili.
Le misure volute dall'UE potranno portare benefici nel lungo termine, ma - in assenza di uno sforzo globale - l'effetto sul clima potrebbe essere limitato, dato che ad oggi l'Europa concorre alle emissioni mondiali per solo il 7%. Servono dunque lucidità e - stavolta sì - volontà per individuare correttamente obiettivi che siano raggiungibili, costruttivi, e che non dimentichino l'altra faccia della sostenibilità: quella economica. Da cui, in fin dei conti, deriva il benessere di cui godiamo in Europa oggi.
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